PRESUPPOSTI TEORICI

Il modello della Gestalt nel Counseling risulta efficace per chi si trova a gestire ogni tipo di relazione con persone in crisi, in situazioni di transizione, di disorientamento, di scelta. Questa impostazione comprende e integra l’esperienza di diverse metodiche e prospettive d’intervento, favorendo così un’approccio diretto, flessibile, pragmatico e focalizzato sulle problematiche presentate, senza con questo perdere di profondità nella lettura della situazione intra- e inter-personale.

Le tecniche di training e di lavoro teatrale, come si sono sviluppate nell’ultimo secolo, stimolano e orientano la persona verso una libertà espressiva e un’autenticità emozionale. Ben al di là dell’idea tradizionale della rappresentazione come simulazione, queste tecniche aiutano prima di tutto a vivere interiormente l’esperienza dell’espressione scenica e permettono di raggiungere una profondità di auto-conoscenza e una conseguente libertà creativa. Il teatro è inteso come messa in scena dove convergono tutte le forme artistiche che possono contribuire al miglior risultato, dalla musica alla danza, agli elementi visuali e narrativi.

CORSO TRIENNALE

Il corso è finalizzato al conseguimento del diploma in Counselor, titolo riconosciuto dall’Associazione Italiana di Counselling (AICo) e censito come professione non organizzata, dalla legge N°4 del 14 gennaio 2013.

Nelle ore di formazione sono previste

450 ore di didattica esperienziale

100 ore di percorso personale in gruppo

100 ore di esercitazioni pratiche

600 ore di tirocinio supervisionato (530 ore di tirocinio pratico e 70 ore di supervisione)

FINALITÀ E DESTINATARI

Il counselor è una figura professionale, che fornisce un aiuto emotivo e cognitivo per superare le fasi problematiche della vita, periodi di cambiamento e di transizione, momenti di scelte critiche. Il counselor non si sostituisce al potere decisionale della persona, ma la aiuta a trovare quel potere in se stessa, a scoprire e rinforzare le proprie risorse, attraverso l’esercizio della consapevolezza e l’assunzione della responsabilità.Il corso di Gestalt Counseling è una formazione triennale, con lo scopo di guidare e preparare chi vuole proporsi professionalmente alla relazione d’aiuto.
Come relazione d’aiuto intendiamo le relazioni professionali nelle quali le persone cercano confronto, consulenza e sostegno per i propri disagi.
Nella prospettiva della Gestalt, il counselor ha il compito di guidare la persona nel processo di consapevolezza, sostenendola nel prendere contatto con i propri bisogni, portandola a scoprire e usare le proprie energie presenti ma spesso misconosciute e ad esplorare e sperimentare per sé nuove possibilità in rapporto alle situazioni in cui si trova.
L’attività di Counseling può svolgersi in vari contesti. La relazione d’aiuto infatti è alla base di processi di apprendimento (come il campo della scuola e dell’educazione), di processi di riabilitazione sociale e lavorativa, di orientamento scolastico e professionale o generalmente di assistenza, sostegno o prevenzione verso il disagio dovuto al disadattamento a condizioni e momenti esistenziali.
Nello specifico il corso di Counseling Teatrale si rivolge a chi vuole operare da consulente nell’ambito delle relazioni umane anche tramite tecniche e metodologie teatrali in ambiti quali: scuola, famiglia, aziende, gruppi, comunità.
Il corso è rivolto anche a chi già opera con competenze professionali specifiche e vuole ampliare le proprie capacità di comunicazione e contatto acquisendo strumenti e metodologie di training teatrale e di conduzione di gruppi.
Le acquisizioni che servono per l’attività di counseling, sono competenze sociali e comunicative che valgono come conoscenza di sé e dei processi d’interazione con gli altri, migliorando la chiarezza e la capacità di orientarsi responsabilmente nelle relazioni. Pertanto questo tipo di formazione è indirizzata a tutti quelli che cercano, in un percorso personale, una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie relazioni e delle proprie risorse.

PROGRAMMA DIDATTICO E STRUTTURA DEL CORSO

I° Anno

Il primo anno è rivolto sostanzialmente alla conoscenza di se stessi dei partecipanti. All’interno di questo processo, ha un ruolo preminente lo studio della propria modalità di attenzione, sia verso la propria realtà interiore sia verso la realtà esterna. Parte del lavoro verrà dedicata a sviluppare capacità comunicative, vale a dire diventare consapevoli dei diversi livelli a cui si interagisce nella relazione d’aiuto. Le emozioni vengono considerate come un elemento importante sia della costituzione della personalità con i suoi costrutti di riferimento, sia della lettura della situazione, sia come elemento determinante nei processi di cambiamento; elemento da riconoscere innanzi tutto in se stessi, con un apprendimento esperienziale.1.    Presenza e consapevolezza di sé. Conoscere se stessi attraverso la fisicità.
2.    Comunicazione responsabile e comunicazione efficace.

3.    La relazione con sé e con l’altro nella prospettiva olistica. Il contatto interpersonale.

4.    Conoscere se stessi nella relazione: Chi pensiamo di essere. Chi mostriamo di essere. Chi siamo.

5.    Essere nel gruppo tra confluenza e individualità.

6.    Empatia e comunicazione empatica. Parlare e ascoltare empaticamente. Empatia corporea.

7.    Uso scenico e psicologico del tempo.

8.    Il vuoto: la libertà creativa e lo spazio di de-condizionamento.

9.    Il silenzio, nella meditazione e nell’azione scenica.

10.  La pratica dell’improvvisazione.

11.  Riconoscere le strategie di sopravvivenza e disabilitarle.

12.  La costruzione dell’identità e la scoperta della propria personalità

II° Anno

Il secondo anno verte specificamente sulla possibilità di far sperimentare ai partecipanti cosa significa essere nel ruolo di counselor. Modalità di ascolto e comunicazione, cognitive ed emozionali, vengono riportate all’interno del setting della relazione d’aiuto. La formazione di queste competenze include saper gestire i propri meccanismi psicologici e le proprie emozioni, in una visione in cui la specificità personale del counselor, quando è consapevole, è la principale risorsa a sua disposizione. L’accettazione responsabile delle proprie caratteristiche, e quindi dei propri limiti, è alla base del principio di accoglienza dell’altro e diviene il modello di rapporto costruttivo, non giudicante né discriminante, che apre la strada al dispiegarsi delle risorse di autorealizzazione.

1.    Ruoli e stili nelle interazioni. Riconoscerli e interpretarli espressivamente.

2.    L’espressione corporea

3.    I personaggi del mondo interiore in azione: costruzione e regia delle parti. Le polarità in dialogo.

5.    Il teatro dell’Ombra

4.    La metafora e la dimensione simbolica in scena.

6.    Uso delle tecniche di drammatizzazione: nei conflitti e nelle paure.

7.    Le figure genitoriali e i copioni familiari: identificazione, differenziazione, individuazione.

8.    Il gioco transazionale delle parti: il Bambino, il Genitore, l’Adulto interiori. Usare i ruoli nelle tecniche di aiuto.

9.    Immagine e rappresentazione come strumenti di narrazione autobiografica.

10.  Esplorare le emozioni con la musica.

11.  Esplorare le emozioni attraverso la danza.

12.  La conduzione del gruppo.

III° Anno

Il terzo anno comprende una parte di ore di didattica e una parte di ore di supervisione della pratica di tirocinio. Nel corso del terzo anno si insegna e si sperimenta come aiutare il cliente a definire responsabilmente la propria richiesta, a riconoscere i propri schemi di auto-mantenimento dei problemi e a usare la creatività e la libertà espressiva per individuare delle alternative. Il counselor impara a usare le sue risorse per aiutare il cliente a trovare le proprie.

Nel percorso di supervisione didattica l’allievo è aiutato a trovare il proprio stile di lavoro personale, valorizzando, oltre alle proprie competenze, le proprie qualità e i propri punti di forza e affrontando le proprie zone d’ombra che interferiscono nella capacità di svolgere il suo compito.
 Sono considerati i diversi aspetti del rapporto di counseling e del coinvolgimento personale nelle problematiche in gioco.
 La relazione di aiuto diventa per gli allievi un’occasione, al tempo stesso, per conoscere meglio se stessi e per imparare ad attingere utilmente alle proprie caratteristiche personali.

Vengono sviluppati gli argomenti che riguardano la pratica dell’intervento del counselor applicando specifiche tecniche espressive e di lavoro teatrale nei problemi relativi al contatto interpersonale, nei problemi relativi a conflitti interiori, nei problemi relativi a separazioni, cambiamenti di vita o difficoltà decisionali. Inoltre è stimolata l’inventiva personale per ideare, strutturare e organizzare percorsi originali d’intervento sulla base delle conoscenze acquisite da proporre a gruppi o comunità o su cui catalizzare la formazione di gruppi di crescita personale.

1.    Psicodramma e Gestalt.

2.    Il teatro del Sé e la rappresentazione dei vissuti interiori.

3.    Il sogno e le sue rappresentazioni.

5.    Il Videodream.

4.    Elaborazione della funzione specchio dei rapporti: con sé, con l’altro, con l’ambiente.

6.    La mediazione video-fotografica.

Supervisione delle esperienze pratiche svolte dagli allievi.

Messa in scena di una rappresentazione elaborata dal gruppo.

COORDINATORE DEL CORSO:

– Francesco Bonsante

psichiatra, psicoterapeuta, counsellor, terapeuta familiare e ralazionale, formatosi in terapia della Gestalt presso l’European Gestalt Institute di Roma, counsellor e formatore AICo.

ALTRE INFORMAZIONI IMPORTANTI:

Il corso prevede, nei tre anni, 500 ore di didattica esperienziale:
I primi due anni prevedono ognuno

9 week-end a cadenza mensile (sabato pomeriggio e domenica per 252 ore) e quattro stage residenziali (170 ore complessive).
Il terzo anno prevede una settimana residenziale (50 ore), più altre 76 ore di didattica esperienziale e verifica finale.

Nel terzo anno inoltre sono in programma 70 ore di supervisione didattica (6 weekend), comprese nelle 600 ore totali di tirocinio.
Il corso si articola in tre spazi di lavoro:

1) Formazione personale in gruppo, 2) Teoria, 3) Addestramento.

Le ore di didattica previste per il fine-settimana si svolgeranno a Sesto SanGiovanni (Milano) presso l’Associazione Progetto Arcobaleno.

I corsi residenziali si svogono in altre località, predisposte per il soggiorno.

L’ammissione ai corsi avviene con un colloquio attitudinale.

È possibile partecipare ai singoli incontri del primo anno come processo di crescita personale, previo colloquio conoscitivo.

Per informazioni e iscrizioni: Bruna Stucchi, telefono 339 7533172

oppure:  contatti@centrogestalt.it

Per altre notizie o approfondimenti, vedi anche: www.facebook.com/CounsellingTeatrale