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Gestalt Counseling Training

 

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LA RELAZIONE DI AIUTO

TRA IL CORPO E LA PAROLA

 

 

 

 

 

PRESUPPOSTI TEORICI

Il modello della Gestalt nel Counseling risulta efficace per chi si trova a gestire ogni tipo di relazione con persone in difficoltà. Questa impostazione comprende e integra l'esperienza di diverse metodiche e prospettive d'intervento psicologico, permettendo così un'approccio diretto, flessibile, pragmatico e focalizzato sulle problematiche presentate, senza con questo perdere di profondità nella lettura della situazione intra- e inter-personale.

CORSO TRIENNALE

Il corso è finalizzato al conseguimento del diploma in Gestalt-Counselor, titolo riconosciuto dall'Associazione Italiana di Counselling (AICo) e censito come professione dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL).

Nelle ore di formazione sono previste 500 ore di didattica esperienziale, 100 ore di laboratorio pratico e 600 ore di tirocinio supervisionato.

FINALITÀ E DESTINATARI
Il counselor è una figura professionale, che fornisce un aiuto emotivo e cognitivo per superare le fasi problematiche della vita, periodi di cambiamento e di transizione, momenti di scelte critiche. Il counselor non si sostituisce al potere decisionale della persona, ma la aiuta a trovare quel potere in se stessa, a scoprire e rinforzare le proprie risorse, attraverso l'esercizio della consapevolezza e della responsabilità.

Il corso di Gestalt Counseling è una formazione triennale, con lo scopo di guidare e preparare chi vuole proporsi professionalmente alla relazione d'aiuto. 
Come relazione d'aiuto intendiamo le relazioni professionali in cui le persone cercano consulenza, sostegno e intervento per i propri disagi.
Nella prospettiva della Gestalt, il counselor ha il compito di guidare la persona nel processo di consapevolezza, sostenendola nel prendere contatto con i propri bisogni, portandola a scoprire e usare le proprie energie presenti ma spesso misconosciute e ad esplorare e sperimentare per sé nuove possibilità in rapporto alle situazioni in cui si trova.
L'attività di Counseling può svolgersi in vari contesti. La relazione d'aiuto infatti è alla base di processi di apprendimento (come il campo della scuola e dell'educazione), di processi di riabilitazione sociale e lavorativa, di orientamento scolastico e professionale o generalmente di assistenza, sostegno o prevenzione verso il disagio dovuto al disadattamento a condizioni e momenti esistenziali.
Il corso fornisce competenze trasversali, valide nei diversi contesti professionali in cui la relazione di aiuto è lo strumento principale d'intervento. E' il caso di psicologi, medici, assistenti sociali ed educatori, per i quali l'aspetto personale della relazione professionale con l'utente è il principale campo di applicazione delle loro competenze. Gli strumenti del Counseling di aiuto rinforzano enormemente anche qualsiasi lavoro terapeutico, permettendo di ottenere migliori risultati che scaturiscono dalla capacità di empatia e di ascolto e da un'adeguata impostazione della relazione, che aiuti l'utente a riconoscere e valorizzare le proprie doti.
Il corso è rivolto anche a chi opera con ruoli specifici nel campo dell'assistenza socio-sanitaria e nel campo delle relazioni: infermieri, fisioterapisti, logopedisti, dietisti, insegnanti, formatori, responsabili di comunità, manager. 
Le acquisizioni che servono per l'attività di counseling, sono competenze sociali e comunicative che valgono come conoscenza di sé e dei processi d'interazione con gli altri, migliorando la chiarezza e la capacità di orientarsi responsabilmente nelle relazioni. Pertanto questo tipo di formazione è indirizzata a tutti quelli che desiderano, per interesse professionale e personale, sviluppare e approfondire competenze nella relazione d'aiuto secondo il modello della Gestalt.

PROGRAMMA DIDATTICO E STRUTTURA DEL CORSO


I° Anno

Il primo anno è rivolto sostanzialmente alla conoscenza di se stessi dei partecipanti. All'interno di questo processo, ha un ruolo preminente lo studio della propria modalità di attenzione, sia verso la propria realtà interiore sia verso la realtà esterna. Parte del lavoro verrà dedicata a sviluppare capacità comunicative, vale a dire diventare consapevoli dei diversi livelli a cui si interagisce nella relazione d'aiuto. Le emozioni vengono considerate come un elemento importante sia della costituzione della personalità con i suoi costrutti di riferimento, sia della lettura della situazione, sia come elemento determinante nei processi di cambiamento; elemento da riconoscere innanzi tutto in se stessi, con un apprendimento esperienziale.

 

1.   Il contatto individuo-ambiente; la percezione della realtà e la costruzione dell'esperienza.
      I meccanismi psicologici: proiezione; introiezione; retroflessione; deflessione.

2.   Il linguaggio come mappa cognitiva soggettiva: la creazione della realtà intrapsichica e interpersonale.

3.   Il contatto interpersonale.
 La motivazione. Confine, consapevolezza di sé e capacità di contatto.

4.   La scala gerarchica dei bisogni: Conclusività e inconclusività.
      La comunicazione responsabile e la comunicazione manipolativa.

5.   Ruoli e stili comunicativi.

6.   Psicodinamica familiare. La famiglia come identità transgenerazionale.

7.   La differenziazione e l'individuazione nello sviluppo psichico. 
      Il modello dialogico: espressione, comunicazione e linguaggio per la definizione di sé nella relazione.

8.   Paura e aggressività nella costituzione della personalità e delle sub-personalità. Le strategie caratteriali.

9.   L'organismo e la sua costituzione.
      Il corpo nella funzione simbolica, rappresentativa ed espressiva dell'organismo.

10. Il principio dell'autoregolazione organismica. Interazione mente-corpo nel modello biosistemico.

 

 

II° Anno

Il secondo anno verte specificamente sulla possibilità di far sperimentare ai partecipanti cosa significa essere nel ruolo di counselor. Modalità di ascolto e comunicazione, cognitive ed emozionali, vengono riportate all'interno del setting della relazione d'aiuto. La formazione di queste competenze include saper gestire i propri meccanismi psicologici e le proprie emozioni, in una visione in cui la specificità personale del counselor, quando è consapevole, è la principale risorsa a sua disposizione. L'accettazione responsabile delle proprie caratteristiche, e quindi dei propri limiti, è alla base del principio di accoglienza dell'altro e diviene il modello di rapporto costruttivo, non giudicante né discriminante, che apre la strada al dispiegarsi delle risorse di autorealizzazione.

Sono introdotte tecniche espressive, di comunicazione e contatto psicologico interpersonale, di meditazione e pratiche di consapevolezza fisica ed emozionale. A questo si affianca un lavoro teorico sull'organizzazione delle sedute e sugli strumenti dialogici d'intervento del counselor. Uno studio particolare, a partire dalle emozioni e i sentimenti, riguarda il riconoscimento della personalità e dei suoi schemi psicologici caratteristici.

 

1.   Attitudine del counselor. Valori, convinzioni, pregiudizi. L'attività del counselor. Congruenza del counselor. Rispetto,
      confronto e responsabilità.

2.   Ruoli transazionali e stati dell'Io.
      Il setting nella relazione d'aiuto. Etica e relazione.

3.   Tecniche di ascolto del counseling. Empatia, sintonia, identificazione, accettazione.

5.   Responsabilità e scelta. Consapevolezza del cambiamento: tempi, fasi, gradualità. Livelli logici; livelli di verità.
      Limite e limitazione. Riconoscimento del limite come forma di risorsa. Teoria paradossale del cambiamento.

4.   La fantasia: censura e libertà. Rappresentazione di sé, identità e carattere. Le polarità interne. L'identificazione
      consapevole.
      La metafora. La fantasia guidata e l'immaginazione consapevole.

6.   Espressione e inibizione nel processo gestaltico. Volontà e consapevolezza nell'espressione come tecnica.
      L'attenzione al presente come metodo.

7.   Aspetti integrativi della responsabilizzazione personale. La creatività nel modello gestaltico: significato e pratica
      del vuoto fertile.

8.   Il corpo nella relazione d'aiuto. Empatia corporea. Consapevolezza corporea e consapevolezza della relazione
      nello spazio fisico

9.   Introduzione alla mediazione espressiva video-teatrale.

10. La mediazione corporea nell'autoguarigione e nelle tecniche gestaltiche.
      Rilassamento, respirazione, meditazione, concentrazione.
 

 

III° Anno

Nel corso del terzo anno si insegna come mettere in pratica l'orientamento gestaltico nel counseling, che consiste nell'aiutare il cliente a definire responsabilmente la propria richiesta, a utilizzare il dialogo interno e a individuare alternative ai modelli di auto-mantenimento dei problemi. Il counselor impara a usare le sue risorse per aiutare il cliente a trovare le proprie.

Il terzo anno comprende un percorso di supervisione didattica. In questo l'allievo è aiutato a trovare il proprio stile di lavoro personale, valorizzando, oltre alle proprie competenze, le proprie qualità e i propri punti di forza e affrontando le proprie zone d'ombra che interferiscono nella capacità di svolgere il suo compito.
 Sono considerati i diversi aspetti del rapporto di counseling e del coinvolgimento personale nelle problematiche in gioco.
 La relazione di aiuto diventa per gli allievi un'occasione, al tempo stesso, per conoscere meglio se stessi e per imparare ad attingere utilmente alle proprie caratteristiche personali.

Vengono sviluppati gli argomenti che riguardano la pratica dell'intervento del counselor nei problemi relativi al contatto interpersonale, nei problemi relativi a conflitti interiori, nei problemi relativi a separazioni, cambiamenti di vita e difficoltà decisionali.


 

DIDATTI COORDINATORI DEL CORSO:

 

- Francesco Bonsante

psichiatra, psicoterapeuta, terapeuta familiare e ralazionale, formatosi in terapia della Gestalt presso l'European Gestalt Institute di Roma.


- Ginetta Pacella

psicologa, con formazione in terapia della Gestalt presso l'Istituto Gestalt di Firenze e in Body-Psychotherapy.


 

 

DIDATTI ESTERNI:

 

- Maria Grazia Cecchini: presidente dell'ATMOS di Roma
- Antonio Ferrara: direttore dell'Istituto di Gestalt e Analisi Transazionale di Napoli
- Jerome Liss: fondatore e direttore didattico della Società Italiana di Biosistemica
- Oliviero Rossi: psicoterapeuta, arte-video terapeuta; didatta presso la Federazione Italiana Gestalt  

Altri didatti esterni saranno presenti durante il corso, per la trattazione di temi specifici.

 

 

Il corso prevede, nei tre anni, 450 ore di didattica esperienziale:
I primi due anni prevedono ognuno

10 week-end a cadenza mensile (sabato pomeriggio e domenica per 260 ore) e quattro stage residenziali (140 ore complessive).
Il terzo anno prevede una settimana residenziale (50 ore), più altre 30 ore di didattica esperienziale e verifica finale.

Nel terzo anno inoltre sono in programma 80 ore di supervisione didattica (6 weekend), comprese nelle 600 ore totali di tirocinio.

Per chi ha già frequentato i primi due livelli del programma SAT, c'è un accredito di 40 ore di formazione.


Il corso si articola in tre spazi di lavoro: 

1) Formazione personale in gruppo, 2) Teoria, 3) Addestramento.


Al momento non ci sono corsi in partenza nel 2012.

Inseriremo le informazioni necessarie non appena staremo per avviare un nuovo corso

L'ammissione ai corsi avviene con un colloquio attitudinale.