Enneagramma

“Perché non si fa a meno di altre vite
anche rubate a pagine che sfogli
oziosamente e ambiguo le hai assorbite
da fantasmi inventati che tu spogli
rivestendoti in loro piano piano
come se ti scoprissi in uno specchio
L’Uomo a Dublino, o l’ultimo Mohicano,
che ai 25 si sentiva vecchio

E percorriamo strade non più usate
figurando chi un giorno ci passava
e scrutiamo le case abbandonate
chiedendoci che vita le abitava,
perché la nostra è sufficiente appena
ne mescoliamo inconsciamente il senso;
siamo gli attori ingenui sulla scena
di un palcoscenico misterioso e immenso”

da Francesco Guccini, “Vite”

Enneagramma

L’Enneagramma è un antico simbolo che indica la possibilità di comprendere un fenomeno come la interazione di nove diversi aspetti o fasi.
E’ stato trasmesso per secoli dai Sufi, e diffuso nella cultura globale del ‘900 a partire dalle scuole di G.I.Gurdjeff e di Oscar Ichazo.

E’ possibile avvicinarsi ad una comprensione dell’Enneagramma a partire dalle tre posizioni costituenti il triangolo con i vertici 3, 6, 9
Questo triangolo, indica la forma più semplice con cui possiamo spiegare la dinamica energetica di un processo:

– esiste una tendenza, una forza attiva (punto 3)
– esiste una reazione, una contro-forza (punto 6)
– esiste un terzo elemento che determina di volta in volta il bilancio delle due forze. (punto 9)

Superando il dualismo, che rappresenta la relazione di due parti inconciliabili, la tripartizione è la più semplice struttura (o “gestalt”) delle dinamiche di cambiamento. Forse per questo si ritrova simile in tanti tempi e culture, come ad esempio: Yin, Yang, e il cerchio che le unisce nella unica realtà; la cultura cristiana: Padre, Figlio, Spirito Santo, che a volte sono rappresentati proprio con il triangolo; La Trimurti indù di Brahma, Shiva e Visnu; I tre Gunas del Sankhya: Rajas il principio dinamico, Tamas il principio statico, e Sattva l’equilibrio; il sale, lo zolfo e il mercurio dell’Alchimia; i tre triangoli dell’Albero delle Sephirot della Quabbalah; Vata Pitta e Kafa nell’Ayurveda…enneagramma

In campo numerologico, questi tre numeri, 3-6-9 costituiscono “la legge del 3”. Nell’Enneagramma, il cerchio viene completato con i restanti numeri: 1-2-4-5-7-8, che rappresentano un altra legge numerologica: “la legge del 7”. Senza pote

rci dilungare sulla spiegazione degli aspetti numerologici specifici, possiamo dire che l’unione delle due leggi sulla circonferenza, operata dall’Enneagramma, simboleggia l’unione e la complementarietà di tutti i fenomeni, indicandone anche alcune modalità di funzionamento.

Ogni processo può essere letto a partire dal punto 1, proseguendo con gli altri numeri in senso orario in una successione di passaggi che, al completamento del cerchio con il numero 9, portano la situazione ad un nuovo, diverso livello. L’Enneagramma disegnato su due dimensioni va quindi immaginato come una singola spira di un moto a spirale che si estende sopra e sotto il foglio.
I punti 1-2-4-5-7-8 (relativi alla legge del 7) rappresentano le modalità con cui il processo si dispiega, assumendo energia da una fonte (3) per poi passare alla tendenza opposta e reattiva (6) ed infine giungere ad un compimento che rilancia il ciclo ad un livello più alto (9).

Come leggere i processi, quali significati specifici dare ai singoli numeri?
Il modo principe per comprendere l’Enneagramma è la sua applicazione a se stessi, ai propri processi esistenziali.
Allo stesso modo, chi desidera conoscere se stesso può trovare un valido aiuto nell’Enneagramma, nella cui trasmissione è condensata una esperienza millenaria.

L’Enneagramma come via alla consapevolezza

Per quanto riguarda la applicazione dell’Enneagramma alla personalità individuale, vi sono più scuole attive: una scuola di tradizione cristiano-gesuitica, che accosta i nove tipi a una lettura dei peccati capitali del Cristianesimo, una scuola umanistica, che studia i nove tipi dal punto di vista del vissuto psicologico ed esistenziale, che ha preso avvio con il gestaltista Claudio Naranjo, ed una scuola spirituale, che accosta i nove punti a nove idee sacre, divulgata da Almaas, forse la più vicina alla tradizione Sufi.

Ogni persona ha generalemente una forma o strategia esistenziale dominante, che possiamo rintracciare in uno dei nove punti dell’Enneagramma, che definiscono così nove enneatipi.
Si possono trovare molti libri ed anche molti siti che indicano caratteristiche degli enneatipi: si tratta di descrizioni in alcuni casi precise e circostanziate. Esse hanno un valore storico e fenomenologico, cioè indicano la situazione attuale, “del secolo”, a partire da uno specifico punto di vista: sono come fotografie fatte con la macchina fotografica chiamata Enneagramma.

In passato vi sono state anche rivendicazioni di diritti d’autore sul simbolo e sull’insegnamento delle tipologie, ma tale diatriba si è presto arenata: non può esistere una versione ufficiale della dottrina, ma soltanto la continua acquisizione e trasmissione di consapevolezza a partire dal senso della propria esperienza confrontata con quella altrui. In questo senso la trasmissione diretta continua tutt’oggi.

L’enneatipo è in parte è sovrapponibile a quello che volgarmente chiamiamo ego o carattere: la forma specifica del sentire, del relazionarsi e del pensare con cui filtriamo l’esperienza del mondo.
Si tratta all’inizio di una decisione cosciente, che col passare del tempo si trasforma in automatismi che strutturano una condizione di insoddisfacente consapevolezza del proprio presente, di dimenticanza della propria essenza trascendente.
G.I.Gurdjieff definiva l’ego “un senso condizionato di sé separato, concepito da elaborati mentali basati sul passato”; tale idea è rintracciabile in molte tradizioni spirituali, ad esempio nel Buddhismo si parla di karma: il peso del passato sul presente.

Qualunque sia l’origine di tale peso, vivere in modo automatico si può paragonare a guardare la televisione rimanendo nel tipico stato di ipnosi che essa induce.
Il nostro enneatipo è il tipo di programma che guardiamo e preferiamo.
Il percorso di crescita è: comprendere, fare piena esperienza di ciò che ci tiene fissi davanti a quel programma, per poter liberamente e responsabilmente scegliere di integrarlo in un contesto più ampio.

Il campo in cui lavora l’Enneagramma può in parte coprire il campo delle varie tipologie psicologiche, senza però assumerne l’aspetto scientifico, poichè si richiama non a una sintomatologia osservabile in modo oggettivo, ma direttamente alla relazione dinamica tra azioni e vissuti soggettivi, essendo sostanziato da una millenaria distillazione di esperienza.
Per comprendere se stessi alla luce dell’Enneagramma è necessario abbandonare la dicotomia normalità/pazzia, e mettere empatia e pazienza per comprendere i caratteri. L’Enneagramma rende conto anche figurativamente delle relazioni tra i nove tipi di ego, e di come ogni tendenza viva e trovi completamento soltanto in relazione a tutte le altre.

Ognuno ha la possibilità di sentire e comprendere la motivazione, le passioni, le trappole, le virtù del proprio come degli altri enneatipi; d’altro canto, poichè solo ciascuno per sè può veramente sapere “chi è”, si può molto discutere sull’ enneatipo degli altri, e spesso ciò costituisce un importante mezzo di comprensione e crescita, ma l’unica identificazione veramente valida è quella che ciascuno sente per se stesso.
Riconoscere la propria attuale modalità esistenziale di base significa cominciare a superarla: imparare a vedere al di là della abituale ripetitività, familiarizzare con punti di vista complementari, sperimentare una maggiore fluidità.

Ecco il valore spirituale del lavoro con l’Enneagramma: riconoscere la maschera che portiamo e in cui siamo in parte identificati, squarciare il velo, cominciare a dissipare la propria specifica illusione esistenziale.

-Una bibliografia-

Claudio Naranjo, “Carattere e Nevrosi” (testo classico della scuola umanistica – psicologica)
Claudio Naranjo, “Per una gestalt viva”, (contiene un capitolo con una buona sintesi degli enneatipi; tratta per la maggior parte del testo di storia della Gestalt con interessanti aneddoti).

A. H. Almaas “L’ Enneagramma delle idee sacre”

Claudio Naranjo, “Esperienze di trasformazione con l’enneagramma. Un’analisi dei sottotipi”, (uscito in italiano el 2015, ricchissimo di spunti inediti per approfondire lo studio)